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Ceglie Messapica

Il Castello di Ceglie Messapica

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Il castello domina, dal punto più alto del borgo medievale, l’abitato moderno e il territorio circostante. Il nucleo più antico della struttura fortificata è costituito dalla torre quadrangolare, edificata, intorno al XI secolo, sotto il dominio normanno. Rimaneggiato da svevi e angioini tra XII e XIII secolo, deve l’aspetto attuale ai numerosi ampliamenti succedutisi a più riprese nei secoli. Nel XV secolo, il duca Francesco Sanseverino commissionò la costruzione della grande torre quadrata che svetta sugli altri corpi di fabbrica con i suoi 34 metri di altezza. Il possente mastio, dal coronamento merlato, è munito di feritoie e caditoie. Il sistema di difesa era completato da bastioni dotati di tre torri circolari. L’accesso all’ampio cortile interno del castello avviene attraverso un portale con arco a sesto acuto e con volta ad ogiva. Sulla sommità, un’epigrafe ricorda uno dei principali artefici della fortezza e la data, presumibilmente, della fine dei lavori: DEGLI SANSEVERINI FABRIZIO 1492. Fabrizio Sanseverino commissionò, inoltre, la costruzione di un passaggio sotterraneo collegato a piazza Vecchia, dove è ancora oggi visibile lo stemma nobiliare a contrassegnarne la porta d’uscita. A partire dal XVI secolo, il tradizionale passaggio funzionale del castello, da fortezza a dimora signorile, rese necessarie ulteriori modifiche strutturali. Maggiore splendore acquista il castello con i coniugi Giovanni ed Aurelia Sanseverino, ai quali succede il figlio Giangiacomo, ed a questi ancora il nipote Ferrante, che nel 1632 cedette il feudo ai Lubrano. Opera dei Sanseverino, oltre alla torre, gli attuali appartamenti del duca che si appoggiano chiaramente alla parte preesistente e più antica che si affaccia sul sagrato della chiesa; ne sono testimonianza le varie finestre che danno sull'atrio, di stile diverso, segno inequivocabile di aggiunte e rimaneggiamenti di epoche successive. I Lubrano dimorarono in Ceglie lo spazio di una generazione: alla morte di Isabella di Noirot, consorte di Diego Lubrano, il duca vendette il feudo a Luigi Sisto y Britto, primo duca di Ceglie con questo nome. I Sisto y Britto ebbero potere in Ceglie fino al 1862, quando beni e titolo passarono al marchese Luigi Verusio, che divenne, così, duca di Ceglie.

Informazioni

Il castello, attualmente, non é visitabile perché in restauro.

Bibliografia

Ciraci, M. (1996) Le strade di Ceglie Messapica, Latiano, Progetto Physis.
Magno, G. (1967) Storia di Ceglie, Fasano, Schena Editore.
Coco, Primaldo A. (1937), Ceglie Messapica: Nella luce dei suoi monumenti archeologici e storici, Taranto, A. Cressati.

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