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Mappa "Barocco Pugliese"

Ceglie Messapica

La Chiesa Matrice di Ceglie Messapica

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Costruite in varie epoche, a seconda delle necessità religiose, le chiese di Ceglie messapica ripetono, nell'impianto e nelle forme architettoniche, gli stili che, via via, andavano affermandosi nei grandi centri italiani, filtrati, comunque, dal gusto e dalla mentalità locale. Tra gli edifici di culto spicca, per eleganza di forme e per architettonica sobrietà, la chiesa Collegiata. L'edificio sacro costituisce, insieme al castello ducale, il cuore del borgo medievale della città. Essa fu costruita nel 1521 per volontà dei duchi Sanseverino, con il contributo dell'Università di Ceglie, e dedicata alla Vergine Assunta. Un'epigrafe, posta sulla facciata, ne ricorda la fine dei lavori: DOMINANTIBUS EXCELLENTISSIMIS DOMINIS/ IOANNE ET AURELIA SANSEVERINIS/ D. CELIARUM CILI INCLITA UNIVERSITAS/ HANC FUNDITUS ECCLESIAM REPARAVIT/ A.D. MDXXI. Necessitando di urgenti riparazioni nel XVIII secolo, venne ulteriormente ingrandita e ristrutturata nel 1786, come è possibile leggere sull'iscrizione posta sul portale d'ingresso. Elevata a collegiata nel 1606, la chiesa costituì, per lungo tempo, l'unico edificio sacro della città dotato di fonte battesimale e quindi atto ad officiarne il sacramento. L'interno, a croce greca, presenta numerose opere di gran pregio. In essa lasciò amplissime tracce della sua arte il celebre pittore Domenico Carella che eseguì, tra i vari dipinti, L'Ultima Cena, L'Assunta ed una Veduta prospettica di Ceglie che costituisce, fino ad oggi, il più antico documento del genere riguardante la città messapica. Splendido anche il Cristo uscente dal sepolcro, di pietra policroma, attribuito a Raimondo da Francavilla, incastonato in una parete della sacrestia, al quale fa riscontro il coevo Crocifisso ligneo in cui la figura del Cristo - scarno e quasi consunto - trasmette suggestione per l'austera severità.Significativa anche, sull'omonimo altare, la pala raffigurante l'Immacolata Concezione mentre, ancora degno di nota é il simulacro ligneo di sant'Antonio da Padova, Patrono di Ceglie. Su tutto domina la cupola che, con la baccellatura interna, raccorda la copertura dei bracci della croce della pianta. Si affianca ad essa il campanile, riguardo al quale una certa solennità ne riscatta la struttura tozza e massiccia.

Informazioni

La chiesa é aperta al pubblico; l'accesso é consentito ai diversamente abili

Bibliografia

Ciraci, M. (1996) Le strade di Ceglie Messapica, Latiano, Progetto Physis.
Magno, G. (1967) Storia di Ceglie, Fasano, Schena Editore.
Coco, Primaldo A. (1937), Ceglie Messapica: Nella luce dei suoi monumenti archeologici e storici, Taranto, A. Cressati.