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Ostuni

Il palazzo Siccoda - Ostuni

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Lungo la Via Cattedrale, a metà strada sulla sinistra, si stagliano Palazzo Ayroldi noto anche come palazzo Zevallos, in stile neoclassico, e subito dopo Palazzo Siccoda, facilmente identificabile perché ha tre diversi portali rinascimentali. In origine solo l'ingresso centrale era porta, mentre gli attuali ingressi laterali erano delle finestre poi trasformate in porte.

Il Palazzo fu acquistato nel 1575 da Giovan Battista Siccoda, ricco mercante napoletano, che sui portali spiegò la storia del palazzo e tracciò la filosofia del suo modus vivendi. Partendo dal portale laterale a sinistra si legge: «IOANNESE BAP SICCODUS NEAP DOMU HANC EMIT AUXIT ET ORNAVIT SIBI POSTERISQ SUIS». (Giovanni Battista Siccoda di Napoli comprò questa casa, la ingrandì e la abbellì a beneficio suo e dei posteri). Il senso dell'iscrizione continua sulla trabeazione del portale centrale:

«FORTUNAS EX LABORIBUS VENARI OPORTET MDLXXV». (Bisogna procacciare le ricchezze con la laboriosità. 1575). E termina sul terzo portale in questo modo: «SUMPTUS CENSUM NON SUPERET». (La spesa non sia superiore alla ricchezza che si possiede).

I Siccoda, per via della propria attività commerciale, oltre ad avere dimora ad Ostuni possedevano anche una casa a Tricase, nel leccese, e quindi si fecero influenzare dalle maestranze salentine. Infatti, le volte di copertura raggiungono un'altezza di sei metri, un dato insolito per Ostuni ma tipico del Salento. Gli echi leccesi emergono soprattutto nella decorazione delle tre aperture, specie della prima, in cui le cariatidi ricordano molto quelle di Palazzo Marrese a Lecce. Il primo portale è quello che si può meglio ammirare ed è anche il più decorato da racemi che si intrecciano con le forme antropomorfe dei satiri e del mascherone.

I locali avamposti ai portali, voltati a botte, un tempo erano i magazzini in cui i fratelli conservavano la merce da vendere; ora ospitano un caratteristico forno il cui profumo si diffonde per tutti i vicoli.

Informazioni

Palazzo chiuso al pubblico.

Bibliografia

AA.VV. (2000), Guida di Ostuni, Lecce, Lecce, Congedo Editore, 1. ed.
Tanzarella, A. (1989), Ostuni ieri, Fasano (Br), Schena Editore.
Sozzi, A. (2008), Ostuni nella storia, Fasano (Br), Schena Editore.