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Francavilla Fontana

La stazione neolitica - Francavilla Fontana

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La stazione neolitica, nella masseria Carlo Di Noi Inferiore, pare fosse al centro di un sistema strategico o difensivo connesso con chilometrici filari di pietre fitte e tumuli artificiali (specchie). Durante gli scavi sono affiorati frammenti di ceramica sia a pareti grosse e rozzo impasto di creta e carbone che a pareti più sottili, ma sempre di vasi non girati al tornio, modanati a stecco, decorati da un’ornamentazione graffita o con linee parallele spezzate a zig – zag, o con stemmi di triangoli o losanghe, o di unghiate, o dipinta sulle pareti lisciate a lucido. Durante gli scavi è stata riscontrata la presenza di ascette litiche, pezzi di lame di coltelli di selce levigata, di tipo e provenienza forse garganica, ed un pezzo di ossidiana. L’assenza del rame, la presenza dell’ossidiana, l’impasto, la morfologia, la tecnica e l’ornamentazione, rispetto al materiale proveniente da grotte e stazioni neolitiche circostanti, lasciano intravedere una facies culturale più rudimentale ed arretrata di quelle vicine. Inoltre gli elementi rinvenuti non permettono di superare, per quanto riguarda la datazione, la metà del III millennio a. C. A Siculi mediterranei,invece, è possibile attribuire, in maniera fondata, le stazioni neolitiche ed eneolitiche della Penisola Salentina, dunque anche il villaggio neolitico di Francavilla Fontana. Ad attestare l’origine sicula di questo sito, oltre all’unità di rito e di costume, di tecnica e di cultura, sta anche la loro forma politica (Aristotele attribuisce loro l’istituto della monarchia) e soprattutto l’organizzazione militare, come si evince dalle tracce di un grosso muro di cinta che delimitava il perimetro di tutta l’area.

Informazioni

La scoperta è avvenuta ad un km a nord di Francavilla Fontana, sulla via per Ceglie Messapica a destra del passaggio a livello della ferrovia Francavilla –Ceglie.

La stazione neolitica di Francavilla venne distrutta poco dopo la sua scoperta per fare posto ad un vigneto. I reperti portati alla luce nel sito, conservati presso il Museo Nazionale Archeologico di Taranto, non sono, momentaneamente, visibili al pubblico.

Bibliografia

Ribezzo, Fr. (1952), La città neolitica di Francavilla nel quadro paletnologico, paletnografico e paleo linguistico del Salento, in Archivio Storico Pugliese, Atti del II Congresso Storico Pugliese e del Convegno Internazionale di Studi Salentini (Terra d’Otranto, 25 – 31 ottobre 1952), Bari, Casa editrice Alfredo Cressati.

Teofilato, C. (1952), Su la stazione neolitica distrutta in Francavilla Fontana, in Archivio Storico Pugliese, Atti del II Congresso Storico Pugliese e del Convegno Internazionale di Studi Salentini (Terra d’Otranto, 25 – 31 ottobre 1952), Bari, Casa editrice Alfredo Cressati.

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