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Manduria

Il parco archeologico delle Mura Messapiche - Manduria

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Il Parco archeologico delle Mura Messapiche, con i suoi 150.000 metri quadrati, è uno dei più grandi siti storico – archeologici d’Italia. Le testimonianze più cospicue, riferibili all’antico insediamento messapico si trovano, per lo più, concentrate nella parte nord – orientale della città e sono costituite dalle imponenti mura messapiche e dalla vasta Necropoli. Fanno, inoltre, parte del sito archeologico il famoso Fonte Pliniano e la suggestiva chiesa di san Pietro Mandurino. Pezzo forte del sito resta, comunque, l’area riferibile al periodo messapico: prima della conquista da parte di Roma, infatti, Manduria fu la più agguerrita antagonista della vicina Taranto nella interminabile guerra di controllo sul territorio settentrionale della Messapia. Le possenti mura che ancora oggi è possibile ammirare alla periferia dell’abitato, nei pressi della chiesa e convento di sant’Antonio da Padova, ebbero sicuramente origine dalla necessità di bloccare la secolare politica espansionistica di Taranto. La quale si rese protagonista di una delle più significative spedizioni belliche contro il mondo messapico, chiedendo aiuto ad Archidamo III, re di Sparta, il quale, però, incontrò la morte durante l’assedio della città messapica, il primo agosto del 338 a. Cr., lo stesso giorno della Battaglia di Cheronea in Beozia, antica regione della Grecia. Sempre in questo periodo non sappiamo se Manduria fosse stata toccata dalla spedizione in Italia di Alessandro il Molosso, re dell’Epiro – zio di Alessandro Magno – che si era svolta, ancora su spinta dei Tarantini, fra il 334 ed il 331 a. C., e che aveva verosimilmente portato alla stipula di un trattato di pace con i Messapi. In effetti, più tardi, all’epoca delle spedizioni di Cleonimo (303 – 302 a. C.), e poi di Pirro (280 – 275 a. C.), i Messapi di Manduria appaiono schierati al fianco di Taranto contro Roma. Alla sconfitta definitiva di Pirro, nel 275, e alla conquista romana di Taranto nel 272 fece seguito, dopo qualche anno, il Bellum Sallentinum, e cioè la guerra punitiva di Roma contro Messapi e Sallentini del 266 a. C., come racconta lo storico Floro (Epitome delle Storie di Tito Livio I, 15) e come attestano i Fasti Trionfali romani. Manduria dovette condividere queste vicende e subire anch’essa l’imposizione del dominio romano, al quale si ribellò, tuttavia, circa cinquant’anni dopo, passando al fianco di Annibale nel 213 a. C. Cosa questa che costò cara poiché, dopo la riconquista romana di Taranto, nel 209 a. C., come riferisce Tito Livio (Ab Urbe Condita, XXVII, 15,4), il console Quinto Fabio Massimo aggredì ed espugnò Manduria facendo ben tremila prigionieri e grande bottino. Una notizia, questa che ci lascia intravedere la popolosità e la ricchezza dell’antica città messapica che, tuttavia, riuscirà ad integrarsi nel sistema amministrativo – territoriale dell’Italia romana.

Informazioni

Per prenotare visite guidate contattare i seguenti numeri: 331/7180401 – 339/5980737 – fax: 099/9738372.

Bibliografia

Daquino, C. (1991), I Messapi e Vereto, Cavallino, Capone Editore.
De Juliis, Et. (1996), Magna Grecia. L’Italia meridionale dalle origini leggendarie alla conquista romana, Bari Edipuglia.
A.A.V.V. (1997), Oltre le mura. Aspetti della società messapica dagli scavi Degrassi a Manduria 1955 – 1960, Manduria, Catalogo della Mostra presso Palazzo Schiavoni, sede della Soprintendenza ai Beni archeologici della Puglia (sezione distaccata di Manduria).

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