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Manduria

La Chiesa di san Cosimo (s. Maria della Purità) - Manduria

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La chiesa di san Cosimo era, in passato, dedicata al culto della Purificazione di Maria, per la presenza dell’omonima congrega la quale presiedette alla dedicazione del nuovo edificio nel 1706. In seguito la chiesa fu allargata grazie all’acquisto di una casa adiacente, per cui fu possibile ampliare l’area presbiteriale. Il titolo della Purificazione di Maria, per questa chiesa, fu scelto dai confratelli della congrega che solo settant’anni dopo la propria istituzione ottenne il regio exequatur dal re Ferdinando IV di Borbone il 18 settembre 1776. Fu compito di questa congrega abbellire questo edificio sacro con un organo ed un pulpito e soprattutto con quadri, come quello raffigurante l’Assunzione, opera tarda di Pasquale Bianchi, datata 1795 e commissionata dal «confratello Pompamea», come scrive lo storico locale Tarentini nella sua Manduria sacra. Da segnalare i quadri, attualmente in restauro, raffiguranti i santi Medici, poste ai due lati della porta d’ingresso, che fanno da pendant alle due statue dei santi anargiri che vengono portate in processione a maggio, precisamente quaranta giorni dopo la Pasqua, il giovedì dopo l’Ascensione. La particolarità di questa processione è data, inoltre, dal fatto che, oltre ai santi Anargiri, per le strade di Manduria sfilano anche le statue dei discepoli Leonzio ed Euprepio. All’interno del complesso religioso, però, vanno considerate in particolar modo due tele raffiguranti la Purificazione di Maria, entrambe della seconda metà del XVIII secolo. La prima opera, custodita nell’altare centrale, accanto alle statue della Vergine e dei santi Medici, è attribuita, dal Giannelli, a Pasquale Bianchi. Questa composizione è attenta a riprodurre i caratteri formali essenziali mediante anacronistici modi manieristici che comportano effetti di arcaismo figurativo. Nel dipinto si notano influenze di altri artisti, come il Trevisani, ravvisabili nella postura della figura femminile, rappresentata a destra di spalle, e recante in mano una cesta. Sul lato destro della chiesa, invece, è custodito l’altro quadro raffigurante la Purificazione della Vergine. L’opera, nella solidità plastica delle forme, nell’elegante andamento dei panneggi che accentua i valori pittorici, nella chiara cromia delle stesure, contrastata dagli effetti chiaroscurali, nella forza evocativa delle immagini, palesa una condotta non lontana da esperienze pittoriche di matrice solimenesca. La paternità di questo quadro, dunque, è da ricercare in un pittore che dispiega contenuti tipici della pittura napoletana del Settecento. Il Pasanisi ha proposto, per questo dipinto, come autore, il nome di Nicola Schiavone, attivo a Manduria nella seconda metà del XVIII secolo, a cui è ascrivibile lo Sposalizio della Vergine, custodito nella chiesa di san Giuseppe. Altre opere degne di rilievo sono l’Annunciazione del 1796, sempre del pittore locale Pasquale Bianchi, che riporta questa iscrizione: “PER DIVOZIONE DI ALCUNI CONFRATELLI/ A. D. 1796”.

Informazioni

La chiesa è aperta al pubblico.

L'accesso presenta alcuni scalini non accessibili ai diversamente abili.

Bibliografia

Tarentini, L. (1899), Manduria sacra, ovvero storia di tutte le chiese e cappelle distrutte ed esistenti, dei monasteri e congregazioni laicali dalla loro fondazione fino al presente, ristampa anastatica, Manduria, Provveduto editore.

Guastella, M. (2002), Iconografia sacra a Manduria. Repertorio delle opere pittoriche (secc. XVI – XX), Manduria Barbieri editore.

Dimitri, E. (2008), Manduria, in La via di Maria. Fede, arte e storia. Percorsi mariani nella Diocesi di Oria, Manduria, pubblicazione acura dell’Azione Cattolica Italiana, Diocesi di Oria.