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Manduria

La chiesa di san Leonardo - Manduria

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L’origine della chiesa di san Leonardo risale al maggio del 1702, quando furono abbattute due cappelle dedicate alla Madonna di Costantinopoli dove, dal 1621, esercitava le proprie funzioni sodali l’omonima congrega. L’edificio fu eretto in soli due anni, grazie ai contributi dei confratelli e consorelle e dei numerosi fedeli che, spontaneamente, offrivano il loro obolo. A partire dal 1710 l’altare maggiore venne decorato con stucchi; inoltre la chiesa venne dotata di un organo, del pulpito ed, inizialmente, di due campane, di cui oggi ne rimane solo una. A Napoli, invece, fu commissionata la statua del Santo titolare, che si trova al centro dell’altare principale. Infine, il 19 agosto del 1776, Ferdinando IV di Borbone accordò il regio assenso all’erezione canonica della confraternita che, in seguito, ricevette da papa Pio VI la possibilità di celebrare la ricorrenza del Transito del santo il 6 novembre, in concomitanza con i festeggiamenti che si tengono nella Diocesi di Limouges in Francia ove egli morì. San Leonardo è ricordato, nella liturgia, come protettore di prigionieri, carcerati e schiavi: anche per questo la chiesa è abbellita da uno splendido quadro raffigurante questo santo che invoca la Madonna di Costantinopoli e s. Giovanni Evangelista. Il Tarentini descrive questa pittura, collocata sull’altare maggiore della chiesa, affermando che «rappresenta il Santo circondato da tanti umili ed infelici incatenati che lo supplicano, mentre egli implora dalla Vergine di Costantinopoli e dal discepolo s. Giovanni la loro liberazione ed un angelo è pure in quella tela il quale esultante gli porge da leggere “tradidi in manu tua universos vinctos”». In tal modo il sacerdote e storico esprimeva tutto l’apprezzamento per il pittore che aveva saputo simboleggiare gli aspetti edificanti della vita di san Leonardo. Realizzata nel 1781 da Vincenzo Filotico (Manduria 1748 – 1834), quest’opera mostra una generica cultura classicheggiante. L’equilibrio compositivo, infatti, si sviluppa lungo la diagonale che dai figuranti imploranti, in basso a destra, sale verso l’angolo opposto in direzione della Vergine. I personaggi sono rappresentati mediante una pittura fortemente disegnata e sembrano accostarsi agli esiti dei tardi divulgatori delle formule pittoriche di scuola solimenesca. Va sottolineato, inoltre, che la figura del prigioniero, posta in primo piano e della donna alle sue spalle sono ispirati da un altro quadro, quello della Carità, dipinta da Giuseppe Bonito nel 1740 nella Cappella del Pio Monte di Pietà a Napoli. Pertanto non è da escludere che il Filotico abbia compiuto la sua formazione a Napoli a diretto contatto con i seguaci del Bonito. In seguito al terremoto del 1743 Manduria, che pure aveva sentito il terremoto, non subì gravi danni come in altre parti del Salento; e ciò fu attribuito all’intercessione della Vergine Immacolata. Per questo la congrega di san Leonardo stabilì di onorare la Vergine Immacolata sotto il titolo di Madonna del Terremoto che veniva festeggiata ogni 21 febbraio.

Informazioni

La chiesa è chiusa al pubblico; é aperta al culto solamente nel giorno dedicato a san Leonardo, vale a dire il 6 novembre.

Bibliografia

Tarentini, L. (1899), Manduria sacra, ovvero storia di tutte le chiese e cappelle distrutte ed esistenti, dei monasteri e congregazioni laicali dalla loro fondazione fino al presente, ristampa anastatica, Manduria, Provveduto editore.
Guastella, M. (2002), Iconografia sacra a Manduria. Repertorio delle opere pittoriche (secc. XVI – XX), Manduria Barbieri editore.
Dimitri, E. (2008), Manduria, in La via di Maria. Fede, arte e storia. Percorsi mariani nella Diocesi di Oria, Manduria, pubblicazione a cura dell’Azione Cattolica Italiana, Diocesi di Oria.