Header

Breadcrumb

Home  > Articolo
LOG-IN
Login


Mappa "Barocco Pugliese"

==>Multimedia

Ostuni

Il trullo sovrano di Ostuni

Immagine Articolo
Anche ad Ostuni si trova un trullo sovrano di pari dignità e magnificenza rispetto al più noto trullo sovrano di Alberobello. La monumentale composizione a trullo si colloca nella contrada di Pascarosa, sulla via fra Martina Franca e Ostuni ed è anche ben segnalata dall’apposita segnaletica turistica. Il trullo sovrano, inserito all’interno di un numero consistenti di trulli, fa parte della masseria Satia, una delle più antiche masserie del territorio ostunese. Il termine satia deriva dal latino sativa, che vuol dire coltivata, terreno da semina, il ché logicamente fa supporre una grande attività agro-silvo-pastorale del territorio. Non a caso il trullo sovrano si trova in fondo ad un interminabile tratturo che costeggia terreni adibiti a seminativi, vigneti, frutteti. Per raggiungere il trullo occorre addentrarsi all’interno della contrada e superare di gran lunga la chiesetta della contrada chetuttora rappresenta il punto nevralgico delle attività sociali e religiose dei residenti. Il complesso conta ben sei trulli maestosi, tutti privi di pinnacolo e disposti ad elle. Il trullo sovrano si colloca al centro e si riconosce dall’abbaino (finestrella ricavata nella cupola del trullo). Le dimensioni sono notevoli: sviluppa un perimetro di trenta metri e un'altezza di circa dieci metri. Si accede al secondo piano tramite una scaletta in pietra ricavata all’interno dello spessore della muratura. Il secondo piano è stato elevato su una possente struttura sorretta da una volta incrociata. Se il trullo sovrano era adibito ad uso abitativo gli altri trulli erano destinati alle stalle; infatti presentano all’interno delle pile (mangiatoie) ricavate nelle murature possenti o adagiate al muro. E’ presente anche un trullo pagliaio, evidenziato dalla scaletta esterna a ridosso dalla cupola, destinato quindi a conservare i cereali.  Entranto nel trullo pagliaio si resta esterrefatti dalla grandiosità della cupola, che riporta subito alla mente la falsa cupola del Tesoro di Atreo a Micene (1400 - 1300 a.C). Segno evidente di come queste civiltà, a distanza di secoli, si siano fuse in altre soluzioni formali di singolare effetto. Tutto il complesso è stato eretto su uno strato compatto di pietra calcarea che ancora costituisce il piano di calpestio originale. Esternamente al complesso si colloca una cisterna nella quale confluiscono le acque piovane provenienti dal piazzale e dai coni.
Il complesso è abbandonato, e non avendo subito manomissione del corso degli anni restituisce un’immagine molto veritiera e autentica di come erano costruiti anticamente i trulli. Un capolavoro di architetturale rurale trullara che meriterebbe sicuramente una maggior valorizzazione.

Informazioni

Proprietà privata, difficilmente accessibile senza una guida autorizzata.

Bibliografia

Giola, G. (2004), Ostuni da camminare, a cura dell’associazione “Amici di Ostuni”, Lavello (Pz) Finiguerra Arti Grafiche.

Sozzi, A.(2008), Ostuni nella storia, Fasano (Br), Schena Editore.