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Alberobello

La casa Rossa, ex-masseria Gigante - Alberobello

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La Masseria Gigante si trova nell’agro di Alberobello sulla direttrice verso Mottola, quasi all’incrocio delle tre province: Bari, Brindisi e Taranto. Comunemente è detta la casa Rossa, per via del rosso pompeiano che la ricopre totalmente. La struttura è davvero enorme, conta circa 30 vani di diverse grandezze posizionati su vari piani. Questa antica masseria, intorno al 1887, fu trasformata in Fondazione Gigante in seguito al lascito fatto dal proprietario, il sacerdote Francesco Gigante, al comune di Alberobello. La Fondazione gestì per alcuni decenni in questo luogo una scuola specifica per l’agricoltura, potendo usufruire di circa 72 ettari con vigneti, frutteti, oliveti, campi di rotazione e di una stalla con caseificio e cantina. Questa lodevole attività rimase in vigore fine allo scoppio della seconda guerra mondiale. Infatti, già nei primi mesi del 1940, si sospesero le attività didattiche per volere del  Ministero dell’interno e si decise di trasformare tutto il complesso in un campo di concentramento per internati civili di guerra. In questa triste pagina della storia mondiale due sono le strutture che purtroppo rivestirono questo ruolo in Puglia: la casa Rossa, appunto di Alberobello e l’ex mulino-pastifico di Gioia del Colle.
Si scelse la Casa Rossa di Alberobello, pare, anche per i vasti terreni di cui disponeva per costringere gli internati al lavoro dei campi. Il campo di concentramento fascista venne aperto ad Alberobello il 28 giungo del 1940 e fu chiuso il 3 settembre del 1943.
In questi anni transitarono da qui circa 200 internati fra inglesi, ebrei tedeschi in fuga dal Reich, ebrei italiani, ex-polacchi, apolidi anarchici e antifascisti oltre a qualche comune delinquente. All’inizio gli ebrei stranieri erano ospiti, cioè si trovavano lì con il visto turistico per completare le pratiche e trasferirsi in America, poi in seguito all’entrata in guerra dell’Italia rimasero improvvisamente intrappolati senza nessuna via di scampo. E fu cosi che il Ministero degli Affari Esteri, dichiarando nemici tutti gli ebrei presenti in Italia, fece arrivare qui in catene centinai e centinai di deportati, principalmente ebrei destinati ad Auchwitz e agli altri campi di sterminio.
In seguito alla sconfitta fascista, tra il 1944 e il 1946, cambiò il volto dei nemici. Questa volta erano ex-fascisti e uomini che si erano macchiati di crimini di guerra in attesa di processo. Tra il 1947 e il 1949, inizia la terza stagione per la Casa Rossa. E' il periodo della guerra fredda e fanno la loro comparsa molte donne straniere di tutta Europa ex-collaborazioniste con a seguito i loro bambini. A queste si aggiungono interi gruppi familiari di displaced persons di tutta Europa (tedeschi, albanesi musulmani, austriaci, jugoslavi, russi ortodossi non bolscevichi, baltici, disertori ecc).
Questa è la storia in sintesi della Masseria che è diventata di volta in volta, campo di internamento odi concentramento, luogo di passaggio o di permanenza per migliaia e migliaia di persone che hanno vissuto sulla loro pelle le peripezie della travagliata storia europea del Novecento. A tutto questo si è posto fine il 5 dicembre del 2007, quando la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia ha dichiarato Casa Rossa bene di interesse storico-artistico, sottoposto alle tutele del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n.42.
Attualmente la casa Rosa assurge a simbolo di un passato inglorioso, restando testimonianza di quello che fu per non dimenticare. Storie, tragedie e vita quotidiana internata sono rimaste impresse sulle pareti della casa Rossa. Infatti l’opera d'arte testimonianza di quelle genti, sospese fra la vita e la morte, è rappresentata dagli affreschi della cappella che mischiano le diverse culture e religioni.
Oggi la casa Rossa è destinata a diventare un contenitore culturale e ad essere trasformata in un Museo-Memoriale della Shoah nel Mezzogiorno o in un Centro della Pace e del Dialogo Interculturale tra l'Europa e il Mediterraneo, considerando anche che si trova ad Alberobello, patrimonio Unesco e dell'Umanità. Un connubio perfetto fra storia, arte e passato per non dimenticare.

Informazioni

Attualmente le antiche stalle della Fondazione Gigante sono state restaurate diventando un elegante struttura alberghiera gestita dal Victor Club. La casa Rossa è stata venduta dal comune ad una cordata di imprenditori che avvieranno un progetto relativo al museo della memoria. Per informazioni contattare il seguente sito www.victorcountry.com.

Bibliografia

Terzulli F. (1990), Internati ebrei a masseria Gigante, in Umanesimo della Pietra, Martina Franca (TA) Arti Grafiche Pugliesi.

Terzulli F. (2008), Per la memoria della casa rossa di Alberobello, in Umanesimo della Pietra, Martina Franca (TA) Arti Grafiche Pugliesi.