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Manduria

La chiesa dello Spirito Santo - Manduria

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La chiesa dello Spirito Santo voluta e costruita, come il monastero, da Maria Giulia Troiani, moglie del marchese Tommaso Corcioli, presenta una facciata composta da due piani: il primo risulta essere avanzato rispetto al secondo che è come protetto da una solida balaustra. Il ritmo compositivo si avvale di quattro serie a tre di lesene, di un portale sormontato da un fregio assai misurato ed armonico così com’è l’intera facciata che si chiude, in alto, con una doppia capanna disegnata da brevi motivi curvilinei e con quattro statue delle quali oggi solo tre restano intatte. L’interno, a nave unica, in una planimetria mistilinea che include quattro altari laterali ormai privi dei marmi che la impreziosivano, ha sul fondo l’altare maggiore sul quale s’affaccia, con ottimo effetto scenografico, la grata lignea del coro e, in alto, si chiude in una splendida volta a carena di nave che accentua lo slancio verticale che si coglie sin dalla facciata. L’interno presenta alcuni significativi quadri, opera di Diego Oronzo Bianco: tra questi La Trinità e la Vergine concedono la “Constitutio” dell’ordine dei Servi di Maria ai fondatori, san Filippo Benizi e a san Giuliana Falconieri, e la committente M. Giulia Trojani. Questo dipinto riecheggia l’impostazione che il De Matteis diede agli affreschi della Gloria di san Cataldo nella Cattedrale di Taranto, mentre nella postura della figura mariana si coglie una ripresa quasi letterale dell’analoga modella che Giuseppe Mastroleo dipinse nella SS. Trinità e Vergine della chiesa di san Domenico a Taranto, e nella Purificazione di Maria Vergine e Santi della chiesa di san Domenico a Ruvo. I modelli che ispirarono l’opera manduriana confermano, pertanto, l’influenza che gli ambiti culturali dematteisiani ebbero sulla pittura di Diego Oronzo Bianco. Una ripresa della modella mariana del Mastroleo è pure riscontrabile nella Purificazione di Maria Vergine della Chiesa del Carmelo. Il ciclo di cinque dipinti collocati all’interno di questa chiesa prosegue con la Vergine Addolorata ai piedi della Croce. Il Tarentini ed il Foscarini cadono in errore quando affermano che quest’opera è di Pasquale Bianchi mentre, in realtà, questa pittura è firmata Diego Oronzo Bianco e datata nell’anno in cui nacque Pasquale Bianchi. L’opera, da considerarsi appartenente all’attività matura del cinquantenne pittore manduriano, sembra risentire, sia nell’impostazione compositiva che nella caratterizzazione somatica dei personaggi, della serie dei dipinti solimeneschi di provenienza napoletana, attualmente presenti nel Cappellone del Sacramento della Collegiata. In particolare la figura di Maria sembra ispirarsi all’analoga modella dell’Ascensione di Cristo. Il dipinto fa da pendant alle altre quattro pitture che arredano gli altari della chiesa. Sull’altare maggiore della chiesa troviamo la Pentecoste. Lo scenario architettonico in cui avviene l’episodio narrato negli Atti degli Apostoli rinvia ai modi compositivi d’ascendenza classica che non mancano nella produzione del maestro manduriano, come ad esempio nell’Ultima Cena della Cattedrale di Brindisi. Interessanti sono le quattro colonne tortili, celebrate nel berniniano Baldacchino di san Pietro, ma ancora più consuete negli altari barocchi salentini. Nella Vergine Addolorata che consegna lo scapolare ai sette fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria si riscontra una luminosità delle tinte rischiarate delle vesti e delle nuvole dipinte nella parte superiore della tela, a contrasto con i neri abiti talari dei padri, anche questo un effetto che si avverte nelle chiare tonalità adoperate in alcune delle opere napoletane collocate nel Cappellone del Sacramento nella chiesa Collegiata di Manduria.

Informazioni

La chiesa è visitabile al pubblicosu prenotazione, contattando il seguente numero: 333/6170620.

Bibliografia

Tarentini, L. (1899), Manduria Sacra, ovvero storia di tutte le chiese e Cappelle distrutte ed esistenti, dei Monasteri e Congregazioni laicali dalla loro fondazione fino al presente, edizione anastatica, Manduria, Provveduto editore.
Brunetti, P. (1994), Manduria immagini, Oria, Italgrafica Edizioni.
Guastella, M. (2002), Iconografia sacra a Manduria. Repertorio delle opere pittoriche (secc. XVI – XX), Manduria, Barbieri editore.
Dimitri, E. (2008), Manduria, in La via di Maria. Fede, arte, storia. Percorsi mariani nella Diocesi di Oria, Manduria 2008.