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Manduria

Chiesa di santa Lucia o santa Maria della Nova - Manduria

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Quasi attigua al Monastero delle Benedettine, separata solo da via Matteo del Prete e dal palazzo già sede dell’Istituto “Belisario Arnò”, c’è a Manduria, la chiesa di santa Lucia. L’attuale edificio di culto, in stile neoclassico, risale al 1886, quando ne fu completata la costruzione iniziata nel 1876, sul posto della demolita cappella della Chiesa e Congregazione della Morte, eretta nel 1540 con lo scopo di trasportare e seppellire gratuitamente i defunti. Nel 1551 si costituì la congrega della Morte, che partecipava ai Misteri del Venerdì Santo con la bella statua dell’Addolorata. La chiesa, dedicata alla Natività di Maria Vergine, fu anche chiamata Chiesa della Rotonda, per la sua cupola, poi della Madonna della Nova, per la statua della Natività, oltre che dei morti per il già accennato ufficio dei Confratelli della Congregazione. A pianta ottagonale l’interno dell’edificio presenta un trionfante ordine ionico, caratterizzato da ricchi stucchi e decorazioni fitomorfe lungo il cornicione che separa il timpano su cui poggia la sontuosa volta dai sette altari incorniciati da pilastri, ciascuno dei quali presenta, a livello decorativo, colonne culminanti in capitelli compositi. Tra le opere artistiche presenti all’interno della chiesa troviamo la statua lignea della Madonna della Nova, opera di scultore napoletano del 1710; essa costò, come riferisce il Tarentini, “ducati 70” e la base fu scolpita e dorata dall’artista locale Secondo Laveglia. Significativi anche alcuni quadri, come quello collocato sull’altare maggiore, dedicato al Patrocinio di Maria Vergine, raffigurante la Madonna del Carmelo e le anime purganti. Il dipinto è datato 1890 e venne eseguito dall’artista A. Epifani di Ostuni nel 1890 su commissione di Caterina Giuseppa ed Epifania Sammarco. Oltre a questo quadro da segnalare, anche quello raffigurante san Francesco da Paola del pittore Carlo Arnò che eseguì il dipinto nel 1887. Sin dal 1765, infatti, nella chiesa di santa Maria la Nova era solennizzata la festa in onore di san Francesco da Paola. Ma solo dopo la costruzione del nuovo edificio di culto venne dedicata una seconda opera pittorica al santo fondatore dell’ordine dei Minimi, come ricorda lo stesso Tarentini nella sua Manduria Sacra, dopo quella della prima metà del XVIII secolo riferibile ad ambito meridionale, ma di autore anonimo. Il dipinto dell’Arnò è citato anche da Amilcare Foscarini, dallo studioso locale Giambattista Arnò, figlio del pittore, e dal Giannelli. La composizione evidenzia i caratteri accademizzanti propri dello stile dell’Arnò, frutto delle frequentazioni artistiche avute durante il suo soggiorno romano agli inizi degli anni Ottanta dell’Ottocento. Di pregio non minore, altri due oli su tela raffiguranti, uno, santa Apollonia e l’altro sant’Agata, entrambi della seconda metà del XVIII secolo, ascrivibili all’ambito meridionale ma pur sempre di autore anonimo.

Informazioni

La chiesa è chiusa al pubblico.

Bibliografia

Tarentini, L. (1899), Manduria Sacra, ovvero storia di tutte le chiese e Cappelle distrutte ed esistenti, dei Monasteri e Congregazioni laicali dalla loro fondazione fino al presente, edizione anastatica, Manduria, Provveduto editore.
Brunetti, P. (1994), Manduria immagini, Oria, Italgrafica Edizioni.
Guastella, M. (2002), Iconografia sacra a Manduria. Repertorio delle opere pittoriche (secc. XVI – XX), Manduria, Barbieri editore.
A.A.V.V. (2007), Breve profilo storico – normativo delle associazioni confraternali, in Quaderni Archeo, periodico di cultura a cura dell’Archeoclub di Manduria, n. 8, Manduria, Barbieri editore.
Dimitri, E. (2008), Manduria, in La via di Maria. Fede, arte, storia. Percorsi mariani nella Diocesi di Oria, Manduria 2008.